- THE NEW GASTRONOME - Il ruolo del gastronomo moderno

– THE MODERN GASTRONOME –.

    

Il ruolo del gastronomo moderno

Che cosa, o meglio, chi è il Gastronomo oggi? Ad una domanda in apparenza semplice non sempre corrisponde una risposta altrettanto immediata. Questo è uno di quei casi.

La professione del gastronomo, infatti, non può essere riassunta in poche parole, o in una breve e coincisa definizione come siamo abituati per altre professioni, spesso accompagnate da nomi altisonanti o inglesismi ricercati.

Il gastronomo non è un critico, non è uno chef, non è un filosofo del cibo, non è un ricercatore né un divulgatore. Attinge però da ognuna di queste professioni in maniera trasversale nella sua continua ricerca di conoscenza a tutto tondo sul mondo del cibo. Il gastronomo si fa portavoce del sapere, della scienza e della cultura alimentare di quella disciplina definita come Gastronomia, e di come essa abbia impatto in tutti i sistemi (e gli ecosistemi) del mondo che la circonda, dalla sfera sociale, a quella ecologico-scientifica, fino ad arrivare a quella politica ed istituzionale.

Per comprendere appieno il ruolo del gastronomo è quindi necessario fare un passo indietro, e soffermarsi sulla dottrina di cui esso è il primo osservatore, studioso e diffusore: la Gastronomia.

 

    Multisettorialità della gastronomia

Se volessimo tenere fede alla definizione tradizionale della gastronomia, quella enciclopedica per intenderci, la troveremmo così descritta:

“Complesso delle regole e delle usanze relative all’arte culinaria, che nella preparazione dei cibi privilegia l’aspetto del godimento dei sensi…”.

Affidandoci a una definizione più classica, risalente alla cultura Greca dell’ante-cristo, possiamo ricavare l’etimologia di questa parola. Il termine Gastronomìa è composto infatti da gaster ‘ventre’ e -nomia, da nomos ‘legge’. Letteralmente “la legge che regola lo stomaco”.

È però corretto al giorno d’oggi, limitare la funzione della gastronomia a una semplice pratica finalizzata alla preparazione e all’ingerimento di alimenti?

Affidandoci alla definizione di respiro più ampio che propone Carlo Petrini, una delle personalità contemporanee di maggiore rilievo e di impatto del mondo del cibo e della sua riscoperta, leggeremmo invece che “la gastronomia è etica, è politica, è scienza, è economia, è ecologia. Se un gastronomo non è ecologista… ...non saprà mai cosa mette nel piatto”.

L’autore di “Buono, pulito e giusto” in queste poche righe sembra centrare a pieno il cuore pulsante della questione: in un mondo in cui la consapevolezza dell’impatto che hanno le scelte dei singoli sul “sistema terra” è un tema sempre più incalzante, è giusto considerare un elemento essenziale come il cibo, come mono settoriale?

Il Petrini sembra suggerire piuttosto un’importanza trasversale del cibo e della Gastronomia in generale, arrivando a considerare questi elementi come parti fondanti della società stessa e delle sfere che la regolano ed influenzano.

Ne va di conseguenza che il Gastronomo dovrà essere conoscitore trasversale di questo mondo, andando a toccare con mano i processi colturali e produttivi degli alimenti, fino alle dinamiche distributive che li interessano mantenendo sempre  un occhio di riguardo per la storia e la cultura che si portano appresso.

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